Nel lontano 1751 Si stabilisce “di fare l’inginocchiatoio di pietra nel solito luogo per comodo dei divoti che fanno orazione alla S. Casa di Loreto”. Quindici anni più tardi “la porta del quartiere S. Antonio (oggi Porta Marina) per andare all’inginocchiatore al Montaletto è angusta non potendovi passare i birozzi carichi di fascine. Si decide pertanto di rifarla più ampia”.

L’inginocchiatoio è rimasto ancora ai giorni nostri ed è quell’inferriata a sinistra del palazzo di Paolo Soprani. Una balconata con vista del Santuario di Loreto dove i castellani pregavano alla Madonna. Sito ricordato anche nelle Riformanze fin dal 1500.

Nel 1872  Sante Picciafuoco inoltra domanda al Comune per la costruzione di una mura nella strada del Genuflessorio. Detto è fatto.

La strada è la futura Viale Umberto I° realizzata dal sindaco Paolo Soprani all’inizio del Novecento quando ha costruito il palazzo e la fabbrica antistante, poi con la Repubblica Sociale ribattezzata Viale Italia, e infine intitolata, al termine del secondo conflitto mondiale, Viale Giacomo Matteotti.

R.B