Don Paolo Pigini2018-10-05T15:01:22+00:00

Don Paolo Pigini

  1. LA VITA.

    Una vita per la comunità.

1891, 24 febbraio. Paolo nasce alle Crocette di Castelfidardo da Pasquale Pigini, agente rurale dei De Bosis, e da Binci Teresa.

1903,1 giugno. Fa la prima comunione alle Crocette.

1915,18 marzo. Muore il padre Pasquale a 58 anni.

1916,19 maggio. Cade in combattimento, giovanissimo, a Coston di Arsero Lastre Basse in provincia di Vicenza, il fratello minore di due anni Romeo.

È alunno al Seminario Leoniano di Roma.

Discepolo del grande Maestro Vannutelli e del Casimiri incomincia ad amare la musica ed il canto corale.

Per breve tempo, ancora seminarista, assume le funzioni di segretario del vescovo di Loreto ed è molto apprezzato per il suo dinamismo e fervore.

All’ombra del Santuario Mariano conosce il tenore Alessandro Bonci, cantore della Cap­pella Musicale e successore di Giuseppe Cap­poni, un altro grande tenore.

1919, 16 marzo. Paolo a 28 anni è ordinato sacerdote nella Ba­silica di San Giovanni in Laterano di Roma. Si stringono attorno a lui nel giorno di festa la madre e i fratelli Emilio, Alfredo, Marino e le sorelle Ida, Adele, Virginia, Gina l’ultima di appena otto anni e uno stuolo di parenti ed amici.

La comunità delle Crocette è in festa per il sa­cerdozio di un suo giovane parrocchiano.

1919  Diventa Canonico del Capitolo della Chiesa Collegiata di Castelfidardo di cui è Prevosto Mons. Giacinto Cinelli e composto anche da don Antonio Garofoli, Don Rinaldo Sorgono e da don Vincenzo Verdinelli. E’ nominato inoltre con curato per la cura spirituale dei parrocchiani abitanti in campagna. Si occupa in particolare delle Confraternite locali.

Acquista da Magliani, per le opere parrocchiali, il palazzo di via Cavour.

1920, 11 gennaio. Fonda il Circolo Giovanile nella “Casa del po­polo nuovo”, da pochi giorni aperta in via Ca­vour, intitolandolo a Giuseppe Toniolo. Ne diviene l’Assistente ecclesiastico, mentre a Presidente viene eletto per i primi due anni Armando Brillarelli. Dal 1922 al 1936 questa carica sarà ricoperta da Dante Fontanella. Il giovane Don Paolo si porta dietro da Roma le nuove idee sociali e le rilancia nella sua Ca­stelfidardo. Infatti il Toniolo, morto appena due anni prima, è il sociologo cattolico orga­nizzatore culturale che formula il programma politico di ispirazione cristiana.

Costituisce la locale sezione del Partito Popo­lare coadiuvato in particolare da Luigi Canta­rmi detto Grilletto. Mantiene stretti rapporti di amicizia con il senatore Umberto Tupini.

Nelle elezioni amministrative del 17 ottobre 1920 vengo­no eletti per il Partito Popolare come consiglieri di mino­ranza: Fontanella Cesare, Albanesi Archimede, Crucia-nelli Sante, Tomasini Tommaso, Torregiani Pietro.

Costruisce un Teatrino nel salone della “Casa del popolo nuovo” in Via Cavour facendolo de­corare dal pittore Tommaso Gentili di Osimo.

Inizia l’attività filodrammatica che coinvolge­rà negli anni tanti giovani fidardensi.

1921,9 maggio. Costituisce un gruppo musicale e dà lezioni di solfeggio agli allievi musicanti.

1922,febbraio. Muore il Papa Benedetto XV e viene eletto al Pontificato il Cardinale Achille Ratti di Milano con il nome di Pio XI. Don Paolo e i giovani del Circolo Toniolo partecipano uniti ai due eventi organizzando significative manifestazioni.

1922, 5 agosto. Irruzione fascista nel Circolo Toniolo. Gran­de è la costernazione di Don Paolo e di tutti i soci. Viene distrutta la biblioteca del Circolo già ricca di molti volumi e che costituiva l’uni­co centro di lettura popolare dell’epoca.

1923, Don Paolo partecipa con un gruppo di soci del Circolo al Congresso Eucaristico a Roma. Vanno sfilando in corteo cantando Noi vogliam Dio. Forse qualche giovane cattolico modifica il canto in Noi vogliam il Papa Re, cosicché le guardie regie li caricano. Don Paolo e Vincenzo Crucianelli, davanti al Presidente del Circolo Dante Fontanella e al giovanissimo Renato Bontempi atterriti, si di­fendono facendo indietreggiare i cavalli con l’asta della bandiera in resta.

1924, Dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti, i fasci­sti irrompono violentemente nella sua abitazio­ne, recando offese e danni anche materiali.

1928, Giunge a Castelfidardo Suor Grazia, al secolo Rosina Morgantini, e assume l’insegnamento nella scuola elementare dell’Istituto delle Suore di Sant’Anna, rimanendovi fino al 1963. Per la sua dinamicità e vivacità sarà una validissima collaboratrice di Don Paolo in moltissime attività sociali, culturali, ricreati­ve, religiose.

1930, Trasferimento del Circolo Toniolo nei locali della Confraternita della Misericordia davanti alla Chiesa di S. Francesco. Viene rappresentata da Don Paolo, al teatri­no di via Cavour l’ultima operetta allestita in questo locale. Si esibiscono nel corso dello spettacolo alcuni allievi del maestro di violino Remo Petromilli, Raffaele Orlandoni, Enrico Rita, Bruna Ludolini, Vitaliano Mancini, Lelio Picchietti, Maria Osimani e Veraldo Leonardi.

1931, 15 maggio. Ultima e definitiva crisi tra l’Azione Cattolica e il Regime, in occasione del quarantesimo della Enciclica Rerum Novarum con la pubblicazione da parte di Pio  XI della Quadragesimo Anno, per cui i Presidenti dei Circoli e gli Assistenti ecclesiastici vengono fermati dai Carabinieri e i Circoli chiusi.

1933, Il prevosto Mons.Cinelli viene trasferito alla Parrocchia di Montefiore.

1934, È nominato Prevosto della Collegiata il concit­tadino Mons. Alfredo Bontempi tra l’esultanza di tutti. Incomincia uno stretto rapporto di ami­cizia, di stima e di collaborazione tra Bontempi e Don Paolo che durerà per tutta la loro vita.

1936, 13 settembre. Don Paolo partecipa con ardore e sacrificio alla realizzazione del monumento del Croci­fisso al viale Umberto I (oggi viale Matteotti) inaugurato in occasione delle Missioni.

1938, 6 febbraio. Celebra per la prima volta a Castelfidardo Don Giovanni Barbaccia che continua l’attivi­tà del Circolo Toniolo nei locali di San Bene­detto, raccogliendo l’eredità lasciata da Don Paolo che si dedica da questa data all’azione cattolica femminile presso l’Istituto delle Suo­re di Sant’Anna.

1943, 7 marzo. Giubileo sacerdotale di Mons. Bontempi e Accademia vocale in onore del festeggiato sotto la direzione di Don Paolo.

1943, 15 luglio. Inaugurazione del nuovo altare nella Cappel­la del Sacramento con dedica a San Paolo Apostolo in onore di Don Paolo.

1943, 25 dicembre. Nella S. Messa della notte di Natale Mons. Bontempi e Don Paolo fanno voto, se il paese resterà illeso dai bombardamenti, di erigere alle Fornaci una nuova Parrocchia con un ri­creatorio per la gioventù.

1944, 19 marzo. Festa per Don Paolo in occasione del suo Giu­bileo sacerdotale. Con l’austerità voluta dal tempo di guerra, ma con tanto fervore di ani­mo, la comunità ricorda in questa domenica la fausta ricorrenza del venticinquesimo anno di sacerdozio del dinamico Canonico. A San Be­nedetto nell’Accademia vocale diretta dalla Professoressa Maria Pia Pasquini, al pianofor­te, si esibiscono il baritono A. Amandolini ed il tenore Italo Tomasini. Il Maestro Alessan­dro Osimani, Presidente del Consiglio Pasto­rale, pronuncia il discorso ufficiale.

Lettera del Vescovo Mons.Cossio a Don Paolo. “Carissimo Don Paolo, ho appreso con molto piacere che voi vi apprestate a celebra­re il 25” del vostro sacerdozio, che ricorre il 19 Marzo, festa di S. Giuseppe. Una data così solenne sarà motivo per voi di gioire, perché ricordando tutte le grazie rice­vute dal Signore nell’esercizio del vostro mini­stero sacerdotale, potete dire d’aver corrispo­sto con zelo e fedeltà alla divina chiamata. Molto volentieri vorrei partecipare alla festa che si prepara per voi dai vostri colleghi e dai vostri concittadini, quale attestato di gratitu­dine per le vostre benemerenze sacerdotali, ma voi comprenderete bene che nella presen­te circostanza non è prudente allontanarsi dal­la propria sede. Il Santo Padre mi dà l’incari­co di congratularmi con voi e di comunicarvi la sua benedizione con i voti di emulare “carismata meliora”. Pregate molto il Signore perché nella sua misericordia ci voglia abbreviare i giorni di questa terribile prova e ci dia la pace tanto de­siderata. Nel periodo del dopoguerra si aprirà per i sa­cerdoti un nuovo campo di apostolato e voi vi porterete quello zelo, quella prudenza e quella generosità che avete mostrato durante 25 anni di vita sacerdotale. Gradite intanto i miei più fervidi auguri e la paterna ed affettuosa benedizione per voi e per quanti parteciperanno alla vostra festa. Con perfetta stima, mi professo di vostra Signoria obbligatissimo. Devotissimo nel Signore Aluigi Cossio Vescovo di Recanati Loreto”.

1944, luglio. Tra l’I e il 4 avviene il passaggio del fronte a Castelfidardo. Don Paolo viene prelevato dai tedeschi dalla sua abitazione e portato a San Sabino di Osimo dove è sottoposto ad interro­gatorio e subito dopo rilasciato.

1944, Don Paolo Pigini vede coronata la sua opera di maestro di canto con il successo nel mondo della lirica di due valenti artisti concittadini, suoi ex allievi: Mario Binci ed Africo Baldelli.

1945, ottobre. Finita la II° Guerra Mondiale, mentre la loca­le Scuola di Avviamento riprende faticosa­mente l’attività, Don Paolo fonda insieme a Mons. Bontempi e al maestro Alessandro Osi­mani la scuola media privata nella quale assu­me l’insegnamento del latino e della lingua francese. In virtù dei successi raccolti dai fre­quentanti, sempre promossi agli esami e con ottimi voti, il Provveditorato agli studi di An­cona auspica la statalizzazione di questa scuo­la, cosa che avverrà dopo pochi anni.

1949, 26 giugno. Il nipote Lamberto, figlio di Alfredo, celebra la prima Messa nella Chiesa Collegiata S. Ste­fano assistito dallo zio Don Paolo visibilmente commosso e dal Parroco delle Crocette Don Armando Palmucci. Presenziano alla cerimo­nia i cugini Padre Stefano Pigini e il seminari­sta Lanfranco Casali, anche loro nativi alle Crocette.

1951, Mons. Bontempi lascia Castelfidardo, dopo 17 anni di servizio nella Parrocchia di S. Stefa1953, 27 settembre. È nominato nuovo Prevosto Mons. Primo Re­canati da Montelupone, accolto festosamente da tutti i fidardensi.

1956, Don Paolo fonda la locale Schola Cantorum, intitolandola al musicista   Lorenzo  Perosi.

È l’edizione rinnovata della vecchia corale che sarà poi affidata al Maestro Carmelo Castorina.

1961, Il concittadino Don Giovanni Simonetti, pro­segue e condensa l’intenso e lungo lavoro di ricerca fatto da Don Paolo Pigini: un ricco patrimonio di notizie e di lezioni di storia locale.

In occasione della divulgazione del contenuto del volume degli Statuti del 1588 Don Giovanni scrive: “Di ciò siamo riconoscenti a quei pochi, tra cui Don Paolo Pigini, che amanti delle cose patrie ne hanno tramandato e conservato il ricordo, sottraendolo alla distruzione dei secoli e all’incuria degli uomini”.

1962, 31 maggio. Don Paolo esulta di gioia con tutta la cittadi­nanza fidardense per la Consacrazione Epi­scopale a Roma nella Basilica di Santa Maria Maggiore di Mons. Alfredo Bontempi.

1963, 20 febbraio. Alla gioia succede il dolore. Stroncato da in­farto, muore a 68 anni Mons. Bontempi, ve­scovo di Palmira.

1963, 1 maggio. Viene consegnato a Don Paolo dal Sindaco di Castelfidardo Rag. Manlio Mercatali un di­ploma e una medaglia di benemerenza per la sua lunga attività di servizio.

1963, 8 settembre. Posa della prima pietra dell’erigenda chiesa della Madonna della Consolazione alla Figu-retta di Castelfidardo da parte di Mons. Emi­lio Baroncelli Vescovo di Recanati-Loreto. Immensa soddisfazione del nostro Canonico che, dopo aver venduto per quest’opera tutti i suoi beni, vede finalmente avverarsi un sogno da tempo rincorso.

1964, Don Paolo è colpito da trombosi e rimane parzialmente paralizzato. Ciò non gli impedisce di continuare, coadiuvato da persone pie e zelanti, la sua opera per portare a termine la costruzione della nuova Chiesa della Figuretta.

1967, 2 febbraio. Don Paolo Pigini, Canonico della Chiesa Col­legiata S. Stefano, dopo 49 anni di sacerdozio, a 76 anni di vita, muore a Castelfidardo.

“Sacerdote, portò anime a Dio con il fervore del suo spirito con la giovialità del suo caratte­re. Insegnante, formò intere generazioni di giovani prodigando virtù e sapere, amore al canto sacro, culto alle memorie cittadine. “

Ecco la rievocazione sentita e commossa di Mons. Primo Recanati Prevosto parroco alla S. Messa di suffragio:

“Questa concelebrazione della S. Messa sta a dimostrare come il sacerdozio di Cristo che è uno, rende omaggio di amore a Don Paolo Pi­gini che, in 76 anni di vita che avrebbe termina­to il prossimo 24 febbraio, ben 49 ne ha dati al Signore, essendo stato ordinato sacerdote nel 1919: quarantanove anni di sacerdozio, un inte­ro arco di vita. Ma quarantanove anni di sacer­dozio in Don Paolo, dotto, zelante, dinamico, storico, musicista, sono un solenne cantico della sua grande mente e del suo gran cuore a Dio giustamente salutato “Signore delle Scienze”. Era come ieri, il giovedì di sessagesima, quan­do nel 1925, pensate 42 anni fa, il piccolo Se­minario di Recanati faceva una gita scolastica in questo ridente e bel paese di Castelfidardo anch’io tra i piccoli seminaristi. Trovammo Don Paolo nella pienezza delle sue vigorie fi­siche che ci accolse con grande affetto. Ricor­do che qui in chiesa egli ci fece subito gustare il pieno dell’organo che suonava magistral­mente e poi nella fabbrica di Sante Crucianel-li, suo parente, ci fece sentire le note melodio­se di un’armonium, che diceva averlo fatto co­struire per lui. L’impressione di quel giorno , lontano mi restò fìssa nella mente e nel cuore: un vero sacerdote, tutto vivo per la chiesa e l’armonia per il lavoro e la fraternità. Nel 1935, giovane sacerdote, tenni qui a Ca­stelfidardo la predicazione per l’ottavario dei morti e Don Paolo in quell’occasione fece co­noscere chi era: sempre in mezzo ai giovani per i quali aveva fondato il Circolo Tomolo, con in mano i libri di latino e di francese, con i canti per la chiesa e le operette per il ricrea­torio: chiesa viva ovunque! Nel 1943 ritornai per la predica delle tre ore di agonia di N.S. Gesù Cristo: Don Paolo sem­pre in testa alla Schola Cantorum, così armo­niosa, così poderosa, le cui dolcezze riecheg­giano ancora in questa chiesa S. Stefano. Ma quando nel 1953 iniziai il ministero di Pre­vosto parroco conobbi profondamente che l’armonia del bel canto di Don Paolo aveva permeato cuori ed ambiente: come acqua fresca e zampillante aveva irrorato e bonificato ogni set­tore di vita da quello retigioso a quello scolasti­co a quello cittadino: Don Paolo era l’anima di ogni manifestazione. Quante volte al Monu­mento, nel parco della rimembranza ai caduti per la Patria, Don Paolo era in testa a centinaia di ragazzi ad intonare e dirigere, fremente di entusiasmo, i bei canti Fratelli d’Italia, Il Piave mormorò, Va pensiero sull’ali dorate. Quando nel sessanta Don Paolo avvertì la flessione della sua fibra e della vista riandava nostalgico ai ricordi, sempre vivi, sempre pre­senti. E non potendo più avvicinare la comunità cristiana, fatta di membra vive, pensò di offrire tutti i suoi risparmi di insegnante per la chiesa tempio. E poiché era vissuto cultore di memorie cittadine, ne aveva fatto delle assidue ricerche, ne aveva anche scritti dei fascicoli, ne aveva tenute conferenze, ecco balzare in mente l’idea di un tempio votivo alla Madonna, sotto il titolo della Consolazione in una zona in crescente sviluppo, la Figuretta.

In tutti i campi della pietà, cultura, arte, scuola, egli lasciò un prezioso tesoro, ma penso il più bello sia quello del nascente Tempio Mariano. Ed allora, amici e fratelli di Castelfidardo, fi­gli tutti di questa bella famiglia parrocchiale, onoriamo la santa memoria di Don Paolo! Coltiviamo il bel canto per rendere sempre più attraenti le nostre celebrazioni religiose e civili, amiamo il decoro della chiesa Tempio di Dio; portiamo ovunque il Signore nella fa­miglia, nella scuola, nella fabbrica, nella so­cietà; ma soprattutto facciamo una promessa: portare a termine il santuario mariano.

Anima eletta di Don Paolo oggi come nel lungo arco della tua vita c’è la Chiesa di Dio: i sacerdoti, tuoi amici e confratelli, le alunne del­l’Istituto S. Anna da te tanto prediletto, gli alunni della Scuola Media da te amata, le Asso-ciazioni Cattoliche da te guidate e formate, i giovani del Toniolo da te avviati agli studi, alle arti, alle professioni, i cari familiari ed il popolo sempre da te avvicinato e curato nelle sue esi­genze spirituali ed anche materiali.

Tu non sei morto, no: che anzi nasci ora nella vita immortale, come insegna la chiesa madre e maestra.

Ed allora in questo giorno, il tuo giorno di nascita al cielo, noi, chiesa viva, ti assicuriamo con riconoscenza ed amore di riportarti nel novello tempio mariano per ricantare con te e per te gli inni più belli a Dio, le laudi più armoniose alla Madonna della Consolazione, che preghiamo accoglierti trai giusti e beati del cielo. Amen!”.

1970, Solenne inaugurazione alla memoria di Don Paolo Pigini della nuova Chiesa alla Figuretta.

1972, Pubblicazione da parte di Marino Ghirardelli del libro Vita e Statuti di Castelfidardo antica con autori Paolo Pigini e Paola Bontempi.

1977, 2 febbraio. Decimo anniversario del sereno transito nella gloria dei beati di Don Paolo Pigini ricordato nella Chiesa Collegiata S. Stefano da tutta la cittadinanza.

1987, 5 dicembre. Commemorazione del XX anniversario della morte del compianto concittadino.

PROGRAMMA:

Ore 9,30 nella Chiesa Collegiata S. Stefano, solen­ne Concelebrazione in suffragio di don Paolo Pigini presieduta da Sua Ecc. Mons. Tarcisio Carboni, Vescovo di Ma­cerata e Recanati.

Ore 10,30 all’auditorium S. Francesco, saluto del Sin­daco dott. Giovanni Maceratesi, comme­morazione ufficiale tenuta dal dott. Renzo Bislani alla presenza di Sua Ecc. Mons. Carlo Maccari, Arcivescovo di Ancona e Osimo, e delle Autorità cittadine. Scopri­mento di un busto, opera dello scultore padre Stefano Pigini, e intitolazione a no­me di don Paolo Pigini della sala di lettu­ra della Biblioteca Comunale.

Prenderanno parte alle celebrazioni la Polifonica «Lo­renzo Perosi» diretta dal M° Carmelo Castorina, la Corale «Ars Nova» diretta dal M° Riccardo Serenelli.

COMITATO:

  • Giovanni Maceratesi, Sindaco
  • Gilberto Schiavoni, Vicesindaco
  • Franco Barabani, Assessore alla P.l.
  • Vincenzo Canali, Assessore alla Cultura
  • Lamberto Saletti, Presidente Associazione Pro Loco
  • Giuseppe Pezzulo, Comandante sta­zione Carabinieri

  

  1. LE ATTIVITA’.

  Maestro di musica e canto corale

 Organista nella Chiesa Collegiata. Don Paolo Pigini, come ultimo maestro di cappella, trascorre gran parte della sua vita davanti alla tastiera dell’organo settecentesco della Chiesa Collegiata, elevando tra le volte del tempio le più belle musiche e canti sacri. Il canonico ha una particolare predilizione e cura per questo prezioso strumento.Notizie dell’organo le abbiamo fin dal 1649, quando una certa Giacoma figlia del fu Pier-giacomo lascia un legato di 100 scudi per la compera dell’organo della Collegiata. Et prima cominciando dall’anima et comanda et vuole che il suo corpo sia seppellito nella chiesa dell’Unione dell’i preti, detta del SS. Sacramento. Item lascia per ragion di legato et in altro miglior modo alla chiesa suddetta per salute dell’anima sua 100 scudi di moneta de Giulii diece per scudo da impiegarsi alla compra di un organo mediante il quale se honora et lau­da S.D.M. a gloria di tutta la corte celestiale con peso che li DD.Preti dell’Unione sono obbligati ogni anno in perpe­tuo per salute dell’anima di essa testatrice celebrare nel­la loro chiesa tre divini offizi in perpetuo et incominciare seguita la sua morte et così de anno in anno continua­mente in perpetuo. Di certo si sa che l’attuale organo con 450 can­ne è messo in funzione nel settecento: prezio­sa opera dell’artigiano Gaetano Callido, della scuola veneta, vissuto tra il 1725 e 1790. Nel 1853 l’organo viene restaurato da Odoardo Cioccolani di Cingoli e nel 1962 spostato dalla cantoria destra sull’altare maggiore a dietro il coro. In occasione della riapertura al culto della Chiesa Collegiata di S. Stefano, dopo i restauri, i fidardensi possono gustare esibizioni d’organo in un concerto tenuto dal maestro Adamo Volpi direttore organista del­la cappella del Santuario della Basilica Lauretana, della corale “Lorenzo Perosi” ed assoli del tenore concittadino Italo Tomasini.

Ecco l’elenco degli artisti che hanno preceduto il nostro Canonico all’organo, da una sua stessa ricerca effettuata nell’archivio della chiesa. Nel 1775 troviamo come organista presso la chiesa Al­fonso Cattarelli e nel 1776 leggiamo la nomina di Giulio Campanelli, quantunque nel 1778 vediamo riconfermato Adelelmo Bartolucci, rifermato nel 1979 e 1980. Nel 1860 è nominato maestro di Cappella Stanislao Lu­casi con il patto che dovesse subire un esame dal Vec­chiotti maestro di cappella della Basilica di Loreto. Sicco­me il Vecchiotti era assente fu esaminato però dal mae­stro Pietro Amedei che lo approvò. Nel 1866 fu sospesa la riferma da organista al maestro Lu­casi e nel dicembre 1867 non è ancora nominato il nuovo organista. Nel 1869 però è certo organista Fabio Fabi, ri­confermato nel dicembre di quell’anno e successivamente fino al 1871. Nel 1872 non esiste il titolare di organista. Nel 1881 il 28 novembre è nominato maestro di cappella Guglielmo Romitello. Risulta però che il Bartolucci nel 1882 era sostituito da Giulio Campanelli del quale si dice che non sapeva suonare a cappella. Il Romitello è con­fermato nel 1883 e 1884. Nel 1885 viene nominato organista per un anno Giulio Campanelli per scudi 60 annui da aggiungersi alla quota pagata dalla Confraternita del sacramento. Riconfermato nel 1886 e 87. Nel 1888 viene nominato organista Fabio Fabi, rifermato nell’89. Nel 1890 si viene alla nomina di Filippo Enrico Paradisi, ri fermato nel 1891 con preghiera di essere più esatto e successivamente fino al 99. Nel 1900 non è più il Paradisi e fu nominato provvisoria­mente Giulio Campanelli fino al 1904.

 

Fondatore dei Pueri Chorales. Leggiamo dal Diario Parrocchiale: 1938, 16 giugno Corpus Domini. “.. .per iniziativa del Canonico Pigini assistito anche dal Canonico Don Giovanni Barbaccia  si è organizzato un bel gruppo di PUERI CHORALES che ha decorosamente sostituito la banda musicale lungo il percorso della processione. I fanciulli vestiti di sottana nera, erano 28 e non si sono risparmiati di cantare inni liturgici eucaristici… “

 

Fondatore della Schola Cantorum. Riportiamo ora un articolo pubblicato su II Resto del Carlino nel 1957: “Incantevole notte di Natale a Castelfidardo Le dolci note della Schola Lorenzo Perosi si sono elevate nelle Chiesa Collegiata.Nella Chiesa Collegiata di S. Stefano a Castelfidardo la SCHOLA CANTORUM Don Lorenzo Perosi egregiamente diretta dal M. Paolo Pigini ha elevato, nella notte santa, tra le volte celesti dolci e melodiche armonie natalizie. Il programma presentava: Messa te deum del Perosi, Venite a Betlemme di Zimarino a quattro voci dispari Stille nacht di Gruber a cinque voci dispari, Ipastori alla capanna di Magri a quattro voci dispari e Adoro Te di Campodonico a tre voci dispari. La corale ha avuto i natali nel 1956 ed è stata intitolata all’illustre musicista Don Lorenzo Perosi.

Allievo al seminario romano maggiore Don Paolo Pigini fu discepolo del grande maestro Vannutelli e poi del maestro Casi-miri.

Uscito da Roma nel 1919 il Canonico ha svolto la sua impareggiabile attività musica­le a Castelfidardo.

Ben 40 operette vennero da lui realizzate ed allestite prima nel vecchio teatro dell’azione cattolica in via Cavour, poi al Salone degli stemmi al civico palazzo ed oggi al teatrino presso l’Istituto delle suore di S. Anna. Chi non ricorda l’opera “Salvatorello” Soffre­dini?

Prima ancora del 1956 e già da tanti anni aveva vita la schola cantorum di cui l’attua­le è la veste rinnovata e più bella.

Dalla scuola diretta dall’esimio Paolo Pi­gini, uscirono per incamminarsi trionfal­mente nelle vie luminose dell’arte canora, i concittadini Mario Binci ed Africo Baldelli, artisti noti in Italia e all’estero. Il Canonico Pigini, benché in tarda età e con la vista che fa le bizze dietro gli spessi occhiali all’antica, è pieno di energie ed il suo spirito sempre giovanile riappare nelle sue conversazioni piacevoli ed argute, nelle sue battute e nel suo sorriso che scuote la grande veste nera, Don Paolo Pigini può contare ora su un ottimo allievo: Carmelo Castorina

I componenti della Schola cantorum sono:

SOPRANI. Busilacchio Mariannina, Carbonari Lucilla, Boritigli Lucia­na, Orlandoni Lucia, Ballone Lucilla, Francinella Irene, Balestra Anna, Brandom Roberta, Pigini Augusta, Gab-banelli Alberta, Piatanesi Anna, Lanari Alberta, Scalmati Marisa, Serrini Pina, Fabi Anita, Meme Anita.  CONTRALTI. Mangiatela Sandrina, Baricchia Luigia, Serrini Rossana, Bompezzo Anna, Rossini Lori, Bontempi Anna, Bislani Orietta, Chiaraluce Rita, Castorina Nella, Tomassini Sara, Bontempi Iolanda, Jesoni Franca, Cialabrini Ame­dea, Orlandoni Fiorella, Ottavianelli Rosella, Balloni Buri­ni Adelisa.  TENORI. Tomassini Italo, Bianchi Ubaldo, Binci Orlando, Bontem­pi Adalberto, Rosicarello Felice. BASSI. Osimani Nazzareno, Lorenzetti Amolveno, Cardinali Vin­cenzo, Alessandrini Sauro, Baldoni Giuseppe, Gerilli Gil­berto, Jesoni.

Regista insuperabile.  Ed infine, riprendendo il diario parrocchia­le, ecco una notizia di una delle tante ACCA­DEMIE MUSICALI tenute dal nostro esimio Maestro: 1940, 3 marzo. “… Domenica a S. Anna alle ore 16 è stata te­nuta un’Accademia Musicale prò Università Cattolica del S. Cuore. L’esito lusinghiero ha coronato la fatica di Don Paolo Pigini e la buona volontà dei giovani nel preparare il de­gnissimo trattenimento. Ecco il programma: Zappi, La campana e il pescatore (coro a due voci) Soffredini, In fondo alla valle (soprano Antonelli e coro). Caudana, Giardino (coro a due voci) Castelletti. Torna figliol (solo e coro a due voci). Caudana, Chi è Dio (coro a due voci). La sala era stipata di molto pubblico. Molti gli applausi.

  1. Dinamico organizzatore ed animatore

Fondatore del Circolo Toniolo.  Dal libro dei verbali:

 Anno 1920.

“Un piccolo gruppo di giovani volenterosi riu­nitosi agli 11 di gennaio del 1920 nella “Casa del Popolo Nuovo” da pochi giorni aperta, con l’assistenza del prevosto Don Giacinto Ci-nelli e di Don Paolo Pigini, approvato lo statu­to regolamento della Gioventù Cattolica Italia­na dichiarano fondato il Circolo, intitolandolo a Giuseppe Toniolo.

Si stabilisce inoltre che nell’adunanza della do­menica successiva si sarebbe nominato il Con­siglio direttivo provvisorio.

Si stabilisce pertanto che i soci effettivi paghino la quota settimanale di venti centesimi e gli aspiranti di dieci centesimi. Per dare intanto un modesto divertimento ai soci e preparare un fondo di cassa si convenne di fare per l’ultima domenica di carnevale -una lotteria a beneficio del circolo domandando doni alle migliori famiglie del paese. La prima domenica di marzo si passò poi alla nomina definitiva della direzione che risultò composta di:

Brillarelli Armando, presidente – Tomasini Fi­lippo, segretario – Fontanella Dante, cassiere -Fabi Giuseppe – Bagoloni Guelfo – Brandom Nazzareno.

 Formazione religiosa. Una serie di brevi confe­renze fu iniziata da Don Bontempi nel feb­braio, il quale parlò ai giovani delfine del cir­colo; altre brevi conferenze furono tenute da Don Paolo Pigini, assistente ecclesiastico su al­cune verità della nostra fede.

 Fin dalla istituzione del circolo è stato sempre in animo dell’assistente ecclesiastico la costruzione di un teatrino. Ricavatesi circa 300 lire dalla lot­teria del febbraio, nel settembre successivo il me­desimo assistente scriveva ad alcune famiglie in paese e fuori di avere delle offerte a questo fine e si ricavarono con questo mezzo la bella somma di lire 345. Si ordinava intanto il teatrino al pitto­re Gentili Tommaso di Osimo che proprio l’ul­timo dell’anno veniva ad innalzarlo nel salone della sala del popolo nuovo.

Elenco dei soci: SOCI EFFETTIVI . Brandoni Nazzareno, Brillarelli Armando, Carini Eraldo, Crucianelli Vincenzo, Gabbanelli Americo, Fontanella Dante, Magi Cesare, Marchesini Guglielmo, Gentili Al­berto, Picchietti Aldo, Tomassini Filippo, Bagaloni Guelfo.

SOCI ASPIRANTI. Fabi Giuseppe, Cantarini Emilio, Fontanella Gino, Con­forti Roul, Lombardelli Francesco, Bontempi Renato, Serrini Randolfo, Brandoni Idreno, Albanesi Alfredo, Sil­va Giuseppe, Carini Raffaele, Frati Vittore, Marchesini Andrea.

 

Anno 1921.

// giorno 20 febbraio riunione per la nomina del nuovo consiglio direttivo che risulta così composto: Brillarelli Armando, presidente – Frati Dino, vice – Fontanella Dante, segretario – Gentili Al­berto, cassiere – Brandoni Nazzareno – Crucia­nelli Vincenzo – Gabbanelli Americo.

19 aprile. Nella adunanza del 19 aprile si prende atto del­la lettera trasmessa dalla superiora dell’orfano­trofio (suor Maria Ticci) al circolo per ringra­ziare dell’offerta ricevuta consistente nel rica­vato della recita del 17. Si stabilisce che il circolo partecipi al pellegri­naggio al Crocefisso di Numana per domenica 24 aprile.26 aprile. Si stabilisce di fare uno scaffale per i libri e si dispone una tassa di cent. 10 per i soci e del doppio per i non soci per la circolazione dei li­bri che non dovevano essere trattenuti più di 20 giorni.9 maggio. Si stabilisce di istituire un concertino annesso al circolo e si dà incarico al segretario di com­pilare una lista di nomi di volenterosi ai quali verranno intanto impartite da Don Paolo Pigi-ni lezioni di solfeggio.17 maggio. Si dà incarico di affidare la confezione della ban­diera del circolo alle suore dell’asilo infantile. Durante il 1921 il circolo ha dato in paese tre rappresentazioni. Elenco dei soci: EFFETTIVI. Brillarelli Armando, Fontanella Dante, Crucianelli Vincen­zo, Brandoni Nazzareno, Carini Eraldo, Tomassini Filip­po, Gentili Alberto, Gabbanelli Americo, Marchesini Gu­glielmo, Frati Dino, Carini Attilio, Bontempi Renato, La­nari Renato, Sassaroli Settimio.

ASPIRANTI. Fontanella Gino, Testa Mario, Serenelli Mameli, Serenel-li Angelo, Serrini Randolfo, Bontempi Giuseppe, Silva Giuseppe, Albanesi Alfredo, Conforti Roul, Marchegiani Andrea, Fabi Giuseppe, Socci Gaetano, Polverini, Bale­stra Claudio, Ghirardelli Luigi, Ghirardelli Walfrido, Buga-ri Nello, Colocci Giulio, Paolinelli Vito, Petromilli Alfredo, Lombardelli Francesco.

Anno 1922.

In morte di S.S. Benedetto XV, il Circolo prende parte attiva al dolore sdella cristianità per la perdita del Papa che ha tanto fatto per la gioventù cattolica e Al funerale solenne celebrato nella Chiesa Collegiata il 5 febbraio partecipa compatto, dopo essersi i giovani riuniti in  corteo nei locali del circolo, con in testa la splendida bandiera.Già all’inizio della morte fu esposta la bandie­ra da una finestra dei locali della confraternita del Sacramento.

Appena ricevuta la notizia dell’esaltazione al pontificato di Pio XI il Circolo ha ritenuto suo dovere inviare al novello pontefice il seguente telegramma:

Card. Gasparri Roma-Circolo giovanile To­molo esulta elezione novello pontefice professa Padre Santo amore filiale piena soggezione illi­mitata obbedienza Brillarelli Presidente. Grande esultanza ha recato al circolo la nobile risposta del Cardinal Gasparri.

 Carnevale 25-28 febbraio

Si è recitato il sabato, la domenica, il lunedi e il martedì: gli ultimi quattro giorni di carnevale.

 27 marzo Riunione per la nomina del nuovo consiglio direttivo: Fontanella Dante, presidente – Frati Dino, vice Tomassini Filippo, segretario – Serenelli Italo Lanari Renato – Carini Eraldo, consiglieri.

Il giorno 5 agosto irruzione fascista nel circolo che incute un po’ di inquetudine tra gli iscritti.

 Assemblea del giorno 16 ottobre, dopo un pe­riodo di stasi, dovuto un po’ alla stagione esti­va ed anche un poco al timore di fastidi da par­te dei fascisti si riesce finalmente a fare una adunanza, presenti quasi tutti i soci effettivi.

 L’assistente ecclesiastico, fatta la relazione sul­lo stato di cassa, che si trova in deficit di lire 130 dovuto al forte aumento dell’affitto dei lo­cali, passa a riferire sul congresso nazionale della gioventù cattolica tenuto in Roma nel passato settembre e soprattutto insiste sui rap­porti della società della gioventù cattolica ita­liana col movimento politico per concludere che nei circoli si pensa alla formazione religio­sa dei soci, che se poi individualmente i soci volessero essere iscritti o simpatizzanti di parti­ti politici, non lo siano mai per quelli che ado­perano quasi sistematicamente la violenza, ri­ferendosi soprattutto al fascismo.

Perciò stando anche alla direttive del consiglio regionale marchigiano si proibisce ai soci di es­sere fascisti e si dichiarano espulsi dal circolo alcuni di loro.

 Nei giorni 7, 8, 9, 16, 17 dicembre si sono rap­presentati nel nostro teatrino due forti lavori.

 Assemblea del 23 dicembre. Presenti quasi tutti gli effettivi e molti aspiranti. Si decide per la notte di Natale che una parte dei soci cantino una Messa Solenne. Sì constata l’entusiasmo che anima tutti i giovani del circolo e si decide di fare una passeggiata alle Crocette presso la famiglia dell’assistente ecclesiastico Don Paolo Pigini la terza festa di Natale.

SOCI EFFETTIVI. Bontempi Renato, Brillarelli Armando, Carini Eraldo, Fontanella Dante, Frati Dino, Gabbanelli Americo, Lanari Renato, Lombardelli Francesco, Marchesini Guglielmo, Petronilli Alfredo, Serenelli Italo, Giosilto Pompeo, Paolo-ni Cesare, Serrini Randolfo, Bone Vincenzo, Orlandoni Leonello, Orlandoni Pompilio, Orlandoni Raffaele, Carini Nazzareno, petromilli ferdinando, Brandoni Nazzareno (militare).

ASPIRANTI. Brandoni Gino, Bugari Nello, Colocci giulio, Fontanella Giuseppe, Fabi Giuseppe, Frati Oddo, Ghirardelli Luigi, Marchesini Andrea, Serenelli Angelo, Serenelli Mameli, Silva Giuseppe, Socci Gaetano, Scattolini Virgilio, Tomassini italo, Petromilli Italo, Mazzola Guido, Oralndoni Alfredo, Santini costantino.

 

Anno 1923

Adunanza per la nomina del nuovo consiglio direttivo:

Fontanella Dante, presidente – Frati Dino, vice – Brillarelli Armando, segretario – Lanari Re­nato, vice segretario – Orlandoni Raffaele – Or-landoni Pompilio – Marchesini Guglielmo -Don Paolo Pigini, assistente.

 13 gennaio.Si richiede a Roma un ritratto del Tomolo per adornare il circolo.

17 febbraio. L’assistente riferisce sulla grande giornata uni­versitaria che si sta preparando in Italia facendo risaltare il gran bene che porterà nella nostra pa­tria l’Università Cattolica e il dovere di dare e procurare offerte. Tutti i soci si mettono a dispo­sizione per la migliore riuscita della giornata.

// presidente ammonisce i giovani premilitari del circolo i quali la domenica hanno la piena libertà alle 11 e perciò chi non avesse ascoltato ancora la Messa è in dovere di farlo alle 11 e mezzo.

14 marzo. Si dà facoltà al cassiere di improntare lire 250 dalla cassa del circolo per il pagamento dei lo­cali da parte della sezione del P.P.I. La mede­sima somma verrà ritirata dal ricavo mensile del bigliardo.

 21 marzo. Si invitano i giovani a partecipare ai funerali del­la madre del prevosto Mons. Giacinto Cinelli.

29 marzo. Si stabilisce di fare una sottoscrizione tra gli iscritti e simpatizzanti del circolo a favore del socio Gabbanelli Americo da lungo tempo am­malato. “

NUOVI SOCI:

Mezzelani Giovanni, Carino Carino, Ciucciomei Americo, Nicoletti Renato, Giovannetti Umberto, Pagani Silvio, Bianchi Dante, Santini Giovanni, Morbidoni Ateo, Bugari Alfredo, Sabbatini Armando, Guardabassi Audilio, Testa Mario, Cipolletti Guelfo, Galluzzi Luigi, Paoloni Umberto, Piccinini Vittorio, Cantarini Emilio, Coletta Emilio, Paoloni Mario, Invernati Giuseppe, Baldoni Armando, Lombar­delli Francesco, Brandini Gualtiero, Giustozzi Egisto, Bertiboni Gualtiero, Palmizi Anacleto, Cipolletti Ciro, Cocchia Ferruccio, Ciucciomei Franco, Morbidoni Libero, Nicolini Isidoro, Frati Vincenzo.

 

  1. L‘animatore di ogni manifestazione

Sempre dal Diario parrocchiale riportiamo la seguente annotazione:

1973, 12 settembre Festa del SS. Crocifisso

…con particolare solennità è stata celebrata la festa del SS. Crocifisso. Antecedentemente s’è adunato il consiglio parrocchiale, presieduto dal maestro Alessandro Osimani. Furono pre­senti: il parroco Bontempi, il Canonico Pigini, il parroco delle Crocette, il padre Albanesi dei francescani, il padre Dal Monte degli Agosti­niani, la signora Pogliani, la signorina Piccia-fuoco, la signora Cenerelli, la signora Serenel-li, la signorina Rita, la signorina Giorgia Bu-giolacchi, il signor Ballarmi Francesco, il si­gnor Lanari Renato, e il signor Mazzola Sante. Tuttavia anima del comitato e organizzatore della festa fu quasi esclusivamente il Canonico Don Paolo Pigini…

 

  1. Organizzatore delle attività ricreative e teatrali

Riportiamo alcuni brani del verbale del Cir­colo Toniolo, articoli di giornali e manifestini per la presentazione o commento di alcune delle tante operette rappresentate sotto la di­rezione artistica di Don Paolo Pigini, nei tea­trini di via Cavour, del Salone degli Stemmi e dell’Istituto delle suore di S. Anna.

Dai verbali del Circolo Toniolo:

Anno 1921

Carnevale con cinque repliche

Dramma: UNA VENDETTA, in tre atti Attori:  Ballarmi Francesco,   Frati Dino, Gentili Alberto, Fontanella Dante, Bran­dom Nazzareno Farsa: UN NUMERO FATALE Attori: Ballarmi Francesco, Frati Dino, Genti­li Alberto e Bontempi Giuseppe.

Pasqua 6 aprile

Dramma: L’IPOCRITA, in due atti

Attori: Petromilli Vincenzo, Frati Dino e Gen­tili Alberto

Atto comico: I PICCOLI SCIOPERANTI Attori: Fontanella Dante, Marchesini Gu­glielmo, Carini

Eraldo, Tarducci Agostino, Testa Mario, Fabi Giuseppe, Girolimini Gino, Bontempi Giuseppe, Serrini Randol-fo e Bontempi Renato. Monologo: IL TENENTINO

Attore: Tarducci Agostino

Commedia: PAOLO IN CIO DA (un atto) Attori:  Petromilli Vincenzo,  Frati Dino, Gentili Alberto, Bontempi Renato, Fonta­nella Dante, Brandom Nazzareno, Crucia-nelli Vincenzo.

ottobre 4 repliche

Dramma: UNA NOTTE SUL MOLO, prologo e 5 atti

Attori: Ballarmi, Tarducci, Carini, Frati, Bon­tempi Renato, Fontanella Dante, Crucianelli Vincenzo, Lanari Renato.

Anno 1922

Carnevale 25-28 febbraio

Si è recitato il sabato, la domenica, il lunedi e il martedi: gli ultimi quattro giorni di carnevale. I giovani Ballarmi Francesco,  Serenelli Italo,

Frati Dino, Carini Eraldo, Fontanella Dante e Marchesini Guglielmo si sono magnificamente affermati nel forte dramma: LA TRISTE LU­SINGA.

 Il Ballarmi poi è stato veramente insuperabile nella comicissima farsa del Cantagalli: UN SOL PAIO DI CALZONI. In detta farsa hanno an­che recitato i giovani Tomassini Filippo, Mar­chesini Guglielmo, SerenelU Italo, Frati Dino e Bertini Aldo.

 Ciò che si ebbe tutta la simpatia del pubblico che applaudì freneticamente richiedendo il bis tutte le sere fu LA BALLATA DELLE MASCHE­RE eseguita con briosità dai giovanetti Silva Giuseppe, Bontempi Giuseppe, Girolimini Gino e Tomassini Italo.

 Nei primi due giorni di recital è stato anche ap-plauditissimo Tarducei Augusto nel monologo: L’EROE DEL FAR NIENTE composto per la circostanza dal prevosto Giacinto -Cinelli. Le ultime due sere infine si è anche rappresenta­to l’atto comico per ragazzi: FANCIULLI AL­LEGRI e anche a questo il pubblico è rimasto assai soddisfatto:

Attori: Ghirardelli Walfrido, Fabi Giuseppe, Tarducci Augusto, Girolimini Gino, Silva Giu­seppe, Testa Mario, Bontempi Giuseppe.

 

Nei giorni 7, 8, 9, 16, 17 dicembre si sono rap­presentati nel nostro teatrino due forti lavori: LE VIE DELL’ABISSO dell’Ambrosi e SA­TANA del Berton.

 Nelle Vie dell’Abisso hanno recitato i due gio­vani Riderelli Vitaliano e Giuliodori di Osimo e SerenelU Italo, Fontanella Dante, Balestra Vincenzo, Petromilli Ferdinando, Marchesini Guglielmo. Nel Satana: Giuliodori, Riderelli, e Orlandoni Pompilio.

Da un quotidiano locale:

 Anno 1930

 LA PRIMA DI ZURIKA A CASTELFIDARDO

Come precedentemente annunciato, ha avu­to inizio la prima rappresentazione di Zurika. Il popolo è accorso in massa ad ascoltare la melodica musica del noto maestro Corona e ad applaudire entusiasticamente i piccoli artisti che hanno saputo tanto bene interpretare la operetta in tre atti del sullodato maestro sotto la sapiente guida e direzione di appassionati e, diciamolo pure pazienti organizzatori.Dobbiamo con nostro vero compiacimento far rilevare che tutti i bambini si sono distinti ma in special modo la ragazza Rosaria Narcisi, nella parte di Smedonieff che con i suo graziosi gesti la sua modulata vocetta ha saputo ripro­durre sapientemente il vero tipo dello scienzia­to che va per il mondo studiando l’umanità onde potervi riscontrare qualcosa di nuovo; anche la coppia Bruna Pieralisi e Rita Enrico, nelle parti di Lilly e Boby è stata molto ammi­rata ed applaudita per la nota disinvoltura e spigliatezza con cui i due bambini hanno soste­nuto la loro brillante parte, cosi pure Pieralisi Danira, protagonista, Udo Busilacchi, Esperia Preziosi, Augusta Galassi e Lido Burini. Ammirate sono state le danze delle quali alcu­ne sono state replicate. Un elogio vada alle mamme che tanto sfarzo­samente ed amorevolmente hanno preparato i costumi per le bambine ma in particolar modo al Direttore Don Paolo Pigini per la curata preparazione orchestrale e vocale ed a quanti altri con lui hanno collaborato per la buona riuscita dell’operetta.

 

La rappresentazione di “Zurika”.  Per iniziativa del Comitato localo dell’Opera Nazionale Balilla è stata data con proprietà e decoro al teatri­no S. Giorgio l’operetta zingaresca tf* tre atti del maestro Corona: Zùrikn. I piccoli artisti .hanno tutti egre­giamente disimpegnato la loro parte recitando e cantando con garbo e pro­ducendosi con grazia impeccabile noi numerosi balletti preparati con pa­zienza e gusto dal sig. Mario Sgo­laccbia. Un vero successo nanno riportalo la sig.na Danira Pieralisi nella parte di Zùrika ed il giovanetto Udo Busi-lacchio nella difficile parte di Ivan, lo zingaro Graziosissima e sempre e-silarante la coppia sig.na Bruna Pie­ralisi ed Enrico Rita nelle parti di Lilly Boby: il pubblico ha saputo ben apprezzare l’arte di questi due fanciulli, specialmente del Rita, ed è stato larghissimo  di  applausi. Applaudita la sig.na Rosaria Narci­si nella parte caratteristica del prof. Smedonieffriprodotta con disinvoltu­ra   e   SOiSliatezza.  non   comuni. Un elogio particolare deve farsi al sac,Don Paolo Pigini, alla sig.ra Itala Albanesi in Magliani, alla maestra sig,na Rosa Morgantini e al maestro Osimani che hanno saputo prepare con tanta diligenza e passione uno spettacolo che è riuscito graditissimo alla cittadinanza”.

Anno 1938.

20 febbraio. Alle ore 16,30 presso il teatrino delle suore di S. Anna si tiene una attraente rappresenta­zione della filodrammatica preparata dal can. Pigini e da Suor Grazia. L’operetta ha per tito­lo: LA GUARDIANA DELLE ROSE DEL MAESTRO CORONA.

 

Anno 1940

28 gennaio. Oggi a S. Anna, e si ripeterà nei prossimi gior­ni di Carnevale, si tiene un trattenimento tea­trale, preparato con fine senso d’arte dal Don Paolo e da Suor Grazia. Recitano: LA SAR­TA DAL PIEDE GROSSO, dramma in 5 atti e farsa musicale.

Ritagli di articoli di giornale:

Anno 1942

 LA RAGAZZA UNGHERESE A CASTELFIDARDO

Nel Salone degli Stemmi del Palazzo Comu­nale è stata rappresentata l’operetta in tre atti del maestro R. Corona “La ragazza ungherese”. Il numeroso pubblico che gremiva il teatrino ha vivamente applaudito i piccoli esecutori i quali superandosi a vicenda hanno saputo suscitare un senso di umana e profonda commozione. Un vivo elogio a tutti i piccoli attori che hanno brillantemente sostenuta la parte loro affidata: uno particolare ad Amneris Baldassari che ha inpersonato una Kati molto appassionata, e a Cosetta Petrolati, nella parte di Franz ed a Iolan-do Rossini, Lamberto Cenerelli, Silvio Aironi e Silvana Petromilli nelle rispettive parti che con il loro brio indiavolato hanno dato alla rappresen­tazione una sana e gaia nota di comicità. All’esimia pianista Profssa Maria Pia Pasqui-ni Ghirardelli ed al rev. Don Paolo Pigini che con la loro ben nota valentia hanno degnamen­te contribuito al successo dell’operetta come agli altri loro collaboratori il nostro plauso sin­cero e sentito ringraziamento. Ottime le scene di Giuseppe Antonelli. Domenica prossima l’operetta verrà di nuovo rappresentata a richiesta generale.

Anno 1943

 mercoledì 17 febbraio “Corriere Adriatico” SPETTACOLO TEATRALE A CASTELFIDARDO Domenica alle ore 16 nel Salone degli Stemmi, gli organizzati della GIL hanno rappresentato l’operetta in tre atti del Maestro R.  Corona ZINGARESCA.   Il numeroso pubblico che gremiva il teatro ha applaudito vivamente i pic­coli attori. Un vivo elogio anche agli ottimi or­ganizzatori.

 

  1. Cultore di storia locale ed educatore

Lo storico. Don Paolo fa assidue ricerche all’archivio storico fidardense e i suoi studi hanno portato ad interessanti scoperte e interpretazioni dei più importanti aspetti e fatti della storia locale.

Tiene lezioni di storia fidardense al popolo.

Ritrova le antiche radici della comunità in­nalzandole a valori per il presente ed il futuro degli abitanti della sua città natale.

Seguono le sue tracce il Prof. Giovanni Si-monetti a cui si deve la presentazione degli Statuti cittadini, Paola Bontempi che ha offer­to un prezioso contributo alla comprensione delle memorie cittadine con la pubblicazione nel 1972 del volume Vita e statuti di Castelfi-dardo antica, e ancora tra gli altri, Renzo Bislani e Paolo Bugiolacchi.

Di Don Paolo storico è in programma la pubblicazione di una sua lezione inedita su: // 1400 a Castelfidardo.

 

Il docente. Don Paolo non solo è insegnate di Canto Corale alla Scuola di Avviamento per lungo tempo, ma insegna anche latino e francese nella scuola media privata.

Questa sua lunga presenza nelle aule delle scuole gli offre l’opportunità di educare ed istruire centinaia di giovani fidardensi, e di rimanere sempre giovane …tra i giovani.

 

III. LE OPERE.

 

  1. La Cappella del SS. Sacramento della Chiesa Collegiata

Dal diario parrocchiale:

1943, 15 luglio. L’inaugurazione del nuovo altare votivo nel­la cappella della SS. Sacramento della Chiesa Collegiata è avvenuta la sera del 15, dopo un breve discorso di circostanza pronunziato dal proposto Mons. Alfredo Bontempi, che ha be­nedetto le due statue artistiche rappresentanti il S. Cuore dei Gesù e il Cuore Immacolato di Maria, opera della ditta Santifaller Luigi di Ortisei. Le due statue in legno sono costate lire 7.000 e sono state donate dalle sorelle signori­ne Rita Enrica e Luisa.

Il ricco e armonico altare di marmo con il pre­gevole pavimento della cappella è stato esegui­to dalla ditta Tecchi di Fano per il prezzo com­plessivo di lire 45.000.

In questa occasione è stata ritoccata e comple­tata la decorazione della Cappella dal giovane artista prof. Wilman Schiroli di Ancona ed è stato interamente riparato o rinnovato il tetto della stessa Cappella dalla Ditta Luigi Carini di Castelfidardo.

Nel giro della Mensa dell’Altare è stata scolpita la dedica: Alaphrido Bontempi – Antistiti ur­bano huius Ecclesiae Collegiatae praeposito -XXXV sacerdotii impienti Fidardenses unani-mes – donarunt A.D. MCMXXXXIII. Nel sepolcreto dell’Altare, dedicato a San Pao­lo Apostolato, sono state poste le relique di S. Paolo, di S. Stefano, S. Vittore, 5. Eugenio.

La dedica dell’altare a S. Paolo apostolo è stata voluta dal Prevosto Mons. Bontempi in omaggio al can. Don Paolo Pigini, il quale nel prossimo anno ricorderà il suo giubileo sacer­dotale ed in questa occasione con grande sacri­ficio e perseveranza ha raccolto tra i fedeli la ingente somma di circa lire ottantamila, zelan­do il decoro della nostra Chiesa Collegiata.

Il quotidiano di Bologna “L’avvenire d’Ita­lia” in data 23 luglio 1943 riferiva la seguente corrispondenza da Castelfidardo: “Un comita­to cittadino a cui ha dato vita a tutta l’attività Don Paolo Pigini, ha arricchito la nostra colle­giata di una autentica opera d’arte e di pietà, per ricordare il XXV anno di sacerdozio del nostro Prevosto Mons. Bontempi. La popola­zione con unanimità e con entusiasmo ha ri­sposto all’appello del Comitato contribuendo anche con cifre vistose, onde coprire le spese che sono salite ad oltre 80.000lire”.

 

  1. Il monumento del Crocifisso

Nel 1936 viene solennemente inaugurato il monumento al SS. Crocifisso in viale Umber­to 1° (ora viale Giacomo Matteotti) dalle Mis­sioni imperiali di Roma. L’opera doveva essere realizzata al Montalet-to, nella balconata antistante il palazzo di Paolo Soprani. Al diniego di questi il monu­mento viene eretto all’ingresso della Villa di Mario Soprani.

Il disegno del monumento è del concittadino ing. Remo Rita. La costruzione viene affidata all’impresa edile Carini Luigi e nipoti. È pro­prio il giovane Aurelio Carini, cementista a costruire il basamento in cemento bianco e graniglia, una novità del tempo, e la croce in cemento e graniglia nera. Il tettino è di legno con coppi. Il Cristo, di ce­ramica bianca è ordinato alla ditta Luca della Robbia di Gualdo Tadino. Nel fissaggio alla croce si rompe il braccio destro che viene ma­gistralmente riattaccato facendo scomparire ogni traccia di rottura.

Dal diario parrocchiale:

1936, 13 settembre Domenica Festa del SS. Crocifisso. Inaugura­zione del monumento a Gesù Redentore, riu­scito un’opera d’arte ammirevole per purezza di linee ed esattezza di esecuzione. Alla folla immensa, si calcolano oltre 6.000 persone con moltissimi forestieri parla commosso Mons. Scavizzi, predicatore delle Missioni, dando il saluto di addio alla popolazione: moltissimi, la più parte della folla, piangono. Uno spettacolo di fede, raramente visto a Castelfidardo. La soddisfazione è unanime, il plauso è gene­rale, soprattutto verso il canonico Pigini che si è prodigato in tutti i sensi e verso l’ing. Rita.

  1. La Chiesa della Figuretta

 La vecchia chiesa. Le prime notizie della vecchia chiesa della Madonna della Consolazione o della Figuretta, demolita nel 1970 per ragione di traffico strada­le e ricostruita più a mcfnte, sono del 1549. Il 24 settembre 1549 si legge infatti in antichi documenti: iusta figurettam, quod vulgo dici-tur Figuretta de Perozzo. La mesta composi­zione della Madonna con Bambino, affresco di un tal Perozzo, non è facilmente databile ed è andata completamente distrutta nella de­molizione dell’edificio.

Questo tempio non viene ricordato nel 1567 nel capitolato riguardante il Vescovo di Hu­mana e la comunità di Castelfidardo quindi è certo che prima della chiesa vi era una edicola o figuretta o pintura sulla strada che dal paese scende a Loreto.

Il nuovo tempio. La nuova Chiesa della Madonna della Con­solazione vede la posa dtlla prima pietra do­menica 8 settembre 1963 a metà strada del colle della Figuretta a circa 100 metri dal vec­chio edificio.

Il progetto è opera dell’ing. Sandro Donzelli di Camerano.

“La devozione alla Madonna della Consola­zione è antica di secoli, risalendo la costruzio­ne della vecchia chiesa al 1600. In tempi recenti la devozione alla Vergine ebbe una sua anima­trice nella Marziola che fu la fondatrice di una pia unione che ancora sopravvive. Ma chi per decenni tenne viva la fiamma mariana è Don Paolo Pigini che per tanti mesi di Maggio e nelle festività dell’anno liturgico si è recato in questa chiesa per celebrare la S. Messa e inse­gnare i canti in onore della madre di Dio. Ed è proprio lui, che con un gruppo di zelatrici del rione Figuretta, vuole la nuova chiesa più grande, più bella, più degna della grande regi­na e in posizione più raccolta. “

La chiesa viene inaugurata nell’anno 1970. È progettista dell’abside Don Antonio Castel­lani, Paolo Bugiolacchi dipinge le stazioni del­la via Crucis, mentre Padre Stefano Pigini è autore della nuova immagine della Madonna della Consolazione e della scultura esterna alla chiesa.

Dopo questa carrellata sulla vita e le opere del nostro Don Paolo, siamo stretti dalla com­mozione per i ricordi suscitati. Avremmo voluto dire di più e meglio. La rea­lizzazione dei progetti non sempre riesce a soddisfare l’autore. Pazienza! Don Paolo che ci leggerà in Paradiso ci perdonerà di certo come pure ci perdoneranno i nostri concitta­dini fidardensi se abbiamo dimenticato qual­cosa, nostro malgrado, o sottovalutato perso­ne o fatti. Ben lo sappiamo quanto tutto sia importante nella vita di un uomo anche le cose più insignificanti, le azioni comuni, le abitudini, le debolezze. E come Pascal scrive: non le grandi cose fanno gli uomini grandi, ma il loro quotidiano: un coacervo di speranze e di delusioni, di cose di fatte e non fatte, di si e di no, di lotte e di pigrizie, di gioie e di dolori.

Don Paolo, l’uomo dalla personalità forte, libera e battagliera, ha saputo legare la sua vita ad un periodo particolarissimo della sto­ria patria segnato da ben due guerre mondiali e caratterizzato dai conseguenti traumatici cambiamenti della società nei valori e nelle idee. È stato sempre fedele alla sua missione ed in tempi non facili ha avuto il grande meri­to di far crescere la comunità fidardense nei valori di fede, di cultura e di sana ricreazione, immettendo in chi l’ha conosciuto fiducia, speranza e gioia di vivere.

Renzo Bislani